Anche i tecnici della Camera criticano le norme di Renzi sulla pulizia delle scuole

bilancioAnche i tecnici dei Servizi Studi e Bilancio di Camera e Senato mettono in guardia il Governo sulle illegalità contenute nell’articolo 56 della nuova legge di Bilancio, che stanzia altri 128 milioni di euro per il 2017 per la prosecuzione del programma Scuole belle e proroga ulteriormente l’assegnazione dei servizi di pulizia e ausiliari nelle scuole.

Il programma “Scuole belle”, avviato nel 2014, ha comportato finora uno stanziamento complessivo di 514 milioni di euro per risolvere il problema occupazionale dei lavoratori ex LSU e di quelli appartenenti alle ditte degli “appalti storici”, derivato dalle riduzioni degli affidamenti diretti in virtù dell’espletamento delle gare CONSIP. Il prolungamento del programma, la cui copertura economica attualmente è garantita sino al 30 novembre 2016, porterà la spesa complessiva a 642 milioni di euro. Questi soldi avrebbero potuto essere utilizzati per stabilizzare o assumere migliaia di lavoratori che invece rimangono in una situazione di precariato.

I tecnici del Servizio Bilancio, evidenziando che “la nuova autorizzazione di spesa entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2017”, sottolineano che “occorrerebbe chiarire se e come lo stesso programma potrà proseguire nel mese di dicembre 2016”.

Se alla cifra di 642 milioni complessivi destinati a Scuole belle si aggiungono 1,63 miliardi di euro delle gare CONSIP sulle quali l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, che ne ha condizionato l’esito, la somma spesa dallo Stato per tenere pulite le scuole oltrepassa i 2,2 miliardi di euro.

Come se non bastasse il comma 2 dell’articolo 56 proroga (dal 31 dicembre 2016) al 31 agosto 2017 il termine entro il quale, nelle regioni ove non è ancora attiva, o è stata sospesa o è scaduta, la convenzione-quadro CONSIP per l’affidamento dei servizi di pulizia e altri servizi ausiliari, gli istituti scolastici acquistano gli stessi servizi dai medesimi raggruppamenti e imprese che li assicuravano alla data del 31 marzo 2014.

Attualmente, con riferimento alla convenzione-quadro CONSIP – che è stata attivata il 22 novembre 2013 e, in base alle informazioni disponibili sul sito dedicato, scadrà il 26 maggio 2018, continua a risultare non affidato il lotto n. 6 – regione Campania (Province di Napoli e Salerno). Risulta scaduto il 6 giugno 2016 il lotto n. 5 – regione Lazio (Province di Frosinone e Latina) e sospeso, dal 1° aprile 2015, il lotto n. 7 – regione Campania (Province di Caserta, Benevento ed Avellino)”.

Non è al momento quantificabile il costo della proroga delle gare CONSIP in scadenza, né quello sostenuto finora per l’assegnazione dei servizi nelle regioni in cui la convenzione non è stata attivata o è sospesa, tantomeno quello della loro ennesima proroga.

Nelle schede di lettura della sezione I-Normativa del dossier sulla legge di Bilancio, i tecnici ricordano che il 19 aprile 2016 è stata annunciata all’Assemblea della Camera la segnalazione adottata in materia dall’Autorità Nazionale Anticorruzione il 2 marzo 2016 (delibera 376/2016).

In quella segnalazione, l’ANAC “ha sottolineato l’opportunità di avviare una riflessione sulla coerenza dell’assetto normativo che consegue alle varie proroghe con le regole europee e nazionali vigenti in materia di appalti, alla luce del principio della inderogabilità delle procedure ordinarie di scelta del contraente. Ciò, al fine di escludere che le scelte adottate possano avere un notevole effetto distorsivo sul mercato dei contratti pubblici. Al riguardo, l’Autorità ha evidenziato che questo rischio cresce in presenza di tre elementi: la rilevanza economica del valore contrattuale dei servizi affidati in deroga alle ordinarie procedure di scelta del contraente; il dilatarsi dell’arco temporale nel quale gli atti normativi producono effetti; l’ampia estensione territoriale del fenomeno”.

Inoltre, l’Autorità ha messo in evidenza i possibili effetti distorsivi delle proroghe sull’economicità delle commesse pubbliche, in quanto le proroghe vincolano le stazioni appaltanti a fruire di prestazioni contrattuali non necessariamente in linea con le migliori condizioni economiche che il mercato può offrire.

Ulteriori effetti negativi riguardano l’assenza di stimoli per le imprese aggiudicatarie ad investire in ricerca e sviluppo per rendersi competitive nel mercato e il disincentivo alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali derivante dalla percezione di un mercato “chiuso”.

Qui le schede di lettura Sezione I Normativa del dossier sulla legge di Bilancio 2017 (A.C. 4127-bis) elaborato dal Servizio Studi e Servizio del Bilancio del Senato della Repubblica e dal Servizio Studi-Dipartimento Bilancio della Camera dei Deputati

 

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