Toscana, Alternativa Libera: Dopo l’arresto del direttore di ATO Sud anche le istituzioni intervengano sulla gestione dei rifiuti

ato“È di oggi la notizia dell’arresto del direttore di ATO Toscana Sud, Andrea Corti, e dell’interdizione dai pubblici uffici a carico di tre professionisti toscani nell’ambito dell’operazione ‘Clean City’ con l’ipotesi di reato di turbativa d’asta e corruzione per la gara relativa al ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Adesso è necessario che anche le istituzioni aprano gli occhi sulla gestione opaca dei rifiuti”.

Lo affermano i deputati di Alternativa Libera, Samuele Segoni, Massimo Artini e Marco Baldassarre, insieme al consigliere comunale di Terranuova Bracciolini, Marco Bonaccini.

“Per troppo tempo – sottolineano gli esponenti di Alternativa Libera – non è stata trovata una soluzione politica e amministrativa sul groviglio di società che gestiscono i rifiuti nell’ATO Toscana, così come sugli incarichi affidati. Adesso è necessario fare piena luce su questo sistema. Una gestione opaca, tutta incentrata sul binomio inceneritore-discarica, in cui si confondono i controllori dai controllati, come emerso dalle indagini della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza.

Ricordiamo che le stesse società che hanno vinto la gara in ATO Toscana Sud hanno partecipato anche alle gare di altri ambiti territoriali regionali, tra le quali l’ATO Toscana Centro, gara poi affidata alla RTI guidata da Quadrifoglio”.

I danni ai cittadini sono evidenti. Mentre la Procura della Repubblica ipotizza, per quanto scoperto, i reati di turbativa d’asta e di corruzione, gli utenti dell’ATO Toscana Sud pagano e fanno i conti da anni con gli aumenti in bolletta. Nonostante i sindaci siedano regolarmente nell’assemblea di ATO: è necessaria un’assunzione di responsabilità”, concludono Artini, Segoni, Baldassarre e Bonaccini.

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