Trivelle, Samuele Segoni: Serve un fronte comune sulla proposta di legge per il rispristino delle Piano delle Aree

Ripristinare il Piano delle Aree per sanare la ferita inferta all’Italia con la legge di Stabilità 2016 e restituire alle Regioni e alle Comunità locali lo strumento con cui poter stabilire quali zone del nostro paese possono essere escluse dalle attività di ricerca degli idrocarburi.

Questo l’oggetto dell’appello lanciato oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati dalle associazioni promotrici del referendum contro le trivelle. Nel corso della conferenza stampa odierna sono stati illustrati i contenuti della proposta di legge per un nuovo piano delle aree, che 148 tra associazioni e comitati, insieme a 135 personalità della cultura, della politica e delle scienze hanno inviato ai Presidenti delle Assemblee Legislative e delle Giunte di Regioni e Provincie Autonome per reintrodurre nella nostra legislazione questo strumento fondamentale per il coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte di politica energetica nazionale e per fermare le trivellazioni selvagge.

“Riprendiamo a combattere una battaglia che Alternativa Libera iniziò con la presentazione di un emendamento alla legge di Stabilità 2016 e con il quale cercammo di salvare il Piano delle Aree che il governo Renzi voleva cancellare nel tentativo di evitare i referendum sulle trivellazioni petrolifere. Allora una maggioranza schiacciante respinse il nostro emendamento e il Piano delle Aree venne cancellato. Ma la battaglia non è ancora persa. Per questo invitiamo gli esponenti delle altre forze politiche, che come noi sono convinti della necessità del ripristino del Piano, a costruire un fronte comune, il più ampio e trasversale possibile, per raggiungere questo obiettivo”, ha affermato Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera e membro della Commissione Ambiente della Camera.

Sono intervenuti alla conferenza stampa Roberta Radich (Coordinamento Nazionale No Triv), Marica Di Pierri (A SUD), Enzo Di Salvatore (costituzionalista), Paolo Carsetti (Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica), Maurizio Marcelli (FIOM), Samuele Segoni (Alternativa Libera), Marco Baldassarre (Alternativa Libera), Pippo Civati (Possibile), Annalisa Corrado (Green Italia), Alfonso Pecoraro Scanio (Fondazione UniVerde).

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