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Un privilegio in meno per i parlamentari, una vittoria in più per AL: stessi coefficienti di trasformazione delle pensioni per deputati e “comuni mortali”

Alternativa-LiberaAvanti così – Forse in pochi se ne saranno accorti, ma pochi giorni fa una piccola, grande rivoluzione ha scosso i banchi del Parlamento. Alternativa Libera, infatti, ha vinto la prima battaglia di una guerra che conduce da tempo, è riuscita a far eliminare uno dei privilegi di cui godono i parlamentari in materia di pensioni. Infatti, l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha equiparato i coefficienti di trasformazione delle pensioni dei deputati a quelli usati dall’INPS per pagare le pensioni dei “cittadini normali”.

Grazie a questo provvedimento, i soldi pubblici che, è sempre bene ricordarlo, provengono dalle nostre tasse, non verranno più utilizzati per “gonfiare” ulteriormente le già ricche pensioni dei parlamentari.

Cosa sono i coefficienti di trasformazione – Per avere un quadro migliore della questione è necessaria una premessa e specificare cosa sono i coefficienti di trasformazione, il fulcro intorno al quale ruota l’intera questione. I coefficienti di trasformazione sono dei valori che concorrono al calcolo della pensione con il metodo contributivo: infatti è grazie a tali parametri che l’istituto di previdenza calcola la rivalutazione dei contributi versati che vengono erogati sotto forma di rendita mensile quando si matura il diritto al trattamento previdenziale.

Essi variano con l’età anagrafica del soggetto che richiede il trattamento previdenziale: per questo, maggiore è l’età di colui che va in pensione, maggiori saranno i suoi coefficienti di trasformazione.

Molti vantaggi per pochi privilegiati – Tutto parrebbe normale, eppure è proprio in questa fase che si creano le più grandi storture a vantaggio dei parlamentari. Andando a confrontare le tabelle pubblicate dall’INPS, in base alle quali è possibile effettuare il calcolo di una comune pensione, con quelle utilizzate dagli occupanti di Montecitorio e Palazzo Madama, Alternativa Libera ha evidenziato come questi ultimi godessero di condizioni privilegiate: i valori coefficienti utilizzati per effettuare il conteggio di una pensione annua da parlamentare erano più alti rispetto a quelli in vigore per i “comuni mortali”.

Il documento ufficiale della Camera dei Deputati con i “vecchi” coefficienti

Il documento ufficiale della Camera dei Deputati con i “nuovi” coefficienti

Ecco il documento riassuntivo che confronta i coefficienti dell’INPS e della Camera dei Deputati

Dai social network al tavolo dell’ufficio di presidenza – Alternativa Libera, sin dallo scorso settembre, si è prodigata per porre l’accento su questo tema affinché si trovasse un’immediata soluzione per porre fine a questa indecenza. In prima istanza, è stata presentata una proposta di legge, già nel mese di settembre, per equiparare i parametri pensionistici utilizzati dal Parlamento a quelli INPS ed armonizzare l’intero sistema. Per intere settimane ne abbiamo parlato ovunque: dai quotidiani (clicca per vedere gli articoli de “Il Fatto Quotidiano” e “Il Giornale“), passando al tam-tam sui social network, finché l’argomento è stato affrontato anche in televisione (anche se a noi non ci invitano).

Non avendo alcun rappresentante al tavolo dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, Alternativa Libera ha tentato la via di portare il problema dei coefficienti di trasformazione all’attenzione dell’opinione pubblica e così, a forza di sollevare il problema, la presidente Boldrini è stata costretta a mettere mano alla questione.

Dopo mesi di attesa, finalmente, lo scorso 20 aprile è stato annunciato dalla stessa presidente della Camera dei Deputati l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione ai parametri INPS: d’ora in poi i parlamentari avranno un privilegio in meno.

È una piccola cosa, lo sappiamo, ma andava fatta. Tuttavia, la nostra guerra non si arresta e, anzi, prosegue. Sono ancora troppe le disparità di trattamento previdenziale tra deputati e comuni cittadini.

Ora vogliamo ottenere l’adeguamento delle pensioni degli ex-parlamentari, già in pagamento, al sistema contributivo (l’importo della pensione viene calcolato sui contributi versati nel corso della vita lavorativa) anziché a quello retributivo (l’importo della pensione viene calcolato sulla media dei redditi).

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