Walter Rizzetto ospite a “Tribuna Elettorale – RAI Parlamento”

Walter RizzettoWalter Rizzetto è intervenuto nella giornata di martedì 28 aprile alla trasmissione “Tribuna Elettorale – RAI Parlamento” in onda su RaiDue. Riportiamo qui di seguito i passaggi salienti del suo intervento. In fondo alla pagina è presente il video.
Alternativa Libera non si presenterà alle elezioni regionali, mentre sarà presente in qualche contesto amministrativo con una lista. La nostra componente, dentro il gruppo misto della Camera, è nata appena tre mesi fa, quindi non c’è stato tempo per presentarci. Daremo appoggio valutando caso per caso, lista per lista, programma per programma. Senza preclusione alcuna.
Il patto di stabilità va cancellato, perché le amministrazioni locali sono in difficoltà, anche quelle che presentano bilanci in attivo, in quanto non possono spendere soldi a causa del patto stesso. Il Governo sta compiendo qualcosa di drammatico verso gli enti locali, a scapito dei servizi. In ogni Regione ci deve essere un centro di costo fattivo, che si confronti con lo Stato e le altre regioni, per capire quali siano virtuose. E quando una Regione o un amministratore sbaglia, per esempio nella fase di compravendita dei servizi, con un’azione non legalmente corretta, allora deve pagare. Il Governo non sta operano rispetto a questo. Anzi sta operando male. In Friuli Venezia Giulia, la governatrice Serracchiani, perfetto omologo di Renzi, sta portando avanti una riforma degli enti locali per cui i sindaci sono preoccupatissimi: se passasse, i comuni saranno solo uffici con pochissime deleghe.
Devono essere abbassate le tasse su lavoro, come fatto da Schröder in Germania, con un meno 32% di investimento per spese militari: possiamo farlo anche noi. Deve esserci meno burocrazia: abbiamo presentato una mozione, ad esempio, per l’abolizione degli studi di settore per PMI e professionisti. Deve esserci l’abrogazione della manovra Fornero con una nuova riforma del mercato del lavoro. Il tempo indeterminato a tutele crescenti non è indeterminato: se il lavoratore viene assunto e dopo 36 mesi il datore di lavoro lo vuol licenziare, lo può fare. Si deve dunque agire su questo tema. Più 92.000 contratti: molto spesso sono trasformazioni di contratti di lavoro, da co.co.co o co.co.pro a contratto a tempo determinato. La formazione va bene per far collimare domanda e offerta di lavoro, ma abbiamo i Centri per l’Impiego: ce ne sono 550 e costano 470 milioni all’anno, vanno riformati.
Ecco il video dell’intervento di Walter Rizzetto.
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